Coniglio cacca e cecotrofo, ecco cos’è importante sapere

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Cacca del coniglio

Il coniglio ha un sistema digerente molto efficiente.
È in grado infatti di trarre il massimo dell’energia e di nutrienti da alimenti poveri di calorie e ricchi di fibra: è una delle specie con maggior capacità di conversione delle proteine vegetali!

Le peculiarità digestive rendono questa specie predisposta a disequilibri e patologie anche gravi.
Per questo chi vive con un coniglio è così attento alla qualità e quantità di feci prodotte.

Non sempre però è chiara la differenza tra feci anomale e cecotrofo, proviamo a fare chiarezza su un argomento così importante…

La cacca del coniglio 😊

Le feci vere e proprie hanno una forma tendenzialmente sferica, di diametro variabile, intorno ai 5 mm di media.
Sono piuttosto asciutte e friabili allo schiacciamento.

Feci di coniglio (Foto: C.Ciarmatori)

L’immagine mostra pellet fecali dello stesso coniglio, eliminati nel medesimo periodo di tempo.
Si tratta di un coniglio alimentato con fieno, erbe di campo e vegetali, in condizioni cliniche ottimali.
Una leggera variabilità nel diametro può ritenersi dunque fisiologica.

Le dimensioni contano?

Può accadere che le feci assumano la conformazione di sfere di 2-3 mm di diametro e appaiano maggiormente disidratate.
A volte sono unite tra loro a “catenella”.
Non è un dato patologico di per sé, le alterazioni potrebbero essere legate ad assunzione di ingenti quantità di pelo nel corso di muta stagionale o per eccesso di grooming di conigli conviventi.

Fondamentale in questi casi assicurarsi che l’alimentazione sia corretta (se ti interessa saperne di più leggi l’articolo a questo link).
Altrettanto importante è assicurarsi che il coniglio abbia appetito e non mostri modifiche sostanziali nel comportamento.

In corso di alterazioni della motilità gastroenterica può accadere infatti che questi animali tendano a cercare luoghi in cui nascondersi, rifiutino il cibo o mangino meno del solito, assumano posture differenti.

In questi casi è opportuno consigliare una visita ed eventuali accertamenti diagnostici.

Diarrea o cecotrofo?

La distinzione sembrerebbe banale, ma non lo è.
Accade ancora molto spesso che le due cose vengano confuse, con conseguenti errori diagnostici e terapeutici.

La diarrea infatti è una condizione patologica che richiede attenzione: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente apportare delle variazioni temporanee o permanenti all’alimentazione per risolvere il problema.
Soprattutto nei casi in cui si sia verificato un transitorio disequilibrio del microbiota da eccesso di zuccheri (in particolare per eccessiva somministrazione di frutta o di vegetali ricchi in carboidrati come le carote.
Differente è il discorso se sono stati messi a disposizione cibi contenenti cereali e semi).

In altri casi invece, a maggior ragione se c’è concomitante anoressia o disoressia, l’intervento medico tempestivo è del tutto consigliato.

Per diarrea si intende l’emissione di feci di consistenza diminuita, da poltacea a liquida, spesso con concomitante imbrattamento del perineo.

Diarrea nel coniglio. Foto: RabbitsOnline

Attenzione massima va rivolta ai conigli di pochi mesi di vita, in particolare se appena adottati o adottati da poco: in questi casi la diarrea può essere una condizione estremamente grave e mettere a rischio la vita dell’animale.


Cecotrofo

La cecotrofia, la produzione cioè di pellet cecali e la loro ingestione, è del tutto fisiologica in questa specie.
Non solo, la mancata ingestione di questo materiale può determinare nel tempo una serie di patologie carenziali.

Contiene infatti aminoacidi, vitamine, acidi grassi volatili ed enzimi.

L’aspetto e l’odore sono caratteristici: si tratta di piccole palline traslucide adese l’una all’altra a formare una sorta di “mora”, con un tipico odore pungente.

Aspetto del cecotrofo. Foto: MediRabbit

In condizioni normali non è possibile neanche vederle perché un riflesso induce i conigli a piegarsi su se stessi per assumere il cecotrofo direttamente dall’ano.
Può accadere però, in alcune situazioni, che non venga ingerito.
Se il coniglio si siede o ci si sdraia sopra può imbrattarsi il pelo e per questo motivo può accadere di confondersi con la diarrea.

In realtà è il prodotto della particolare e prolungata fermentazione a carico del microbiota del ceco, estremamente sviluppato in questa specie: il contenuto alimentare con particelle di fibra di dimensioni inferiori a 5 mm infatti non viene espulso subito.
Grazie ai peculiari movimenti peristaltici e antiperistaltici raggiunge il ceco e solo in seguito il colon, dove viene avvolto dal particolare muco protettivo.

Proprio grazie a quel muco, una volta ingerito senza essere masticato, il cecotrofo supera lo stomaco senza essere aggredito dai succhi gastrici e raggiunge nuovamente l’intestino, dove le preziose sostanze contenute possono essere assorbite.

Cause di mancata ingestione

Possono essere numerose, da errori alimentari a patologie algiche dell’apparato muscolo-scheletrico, passando per l’obesità e le patologie dentali: per questo è così importante non sottovalutare la situazione e condurre un’approfondita visita clinica con anamnesi appropriata e valutazione diagnostica.

Conclusioni

La corretta osservazione e valutazione dell’aspetto e consistenza delle feci è di grande aiuto nel valutare lo stato di salute del coniglio.
Si tratta infatti non solo di un’indicazione fondamentale per stabilire le condizioni cliniche ma anche al tempo stesso di un indice prognostico fondamentale in corso di patologia, e non solo dell’apparato digerente…

Post scritto da Dr. Cinzia CiarmatoriDVMGPCert(ExAP)

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