Echinacea, dalla medicina tradizionale alle applicazioni biotecnologiche

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Un articolo pubblicato nel 2018 su Phytotherapy Research e intitolato Echinacea plants as antioxidant and antibacterial agents: From traditional medicine to biotechnological applications fa luce sulle proprietà terapeutiche di una delle piante più note in fitoterapia, l’echinacea.

Impiegata tradizionalmente per l’azione cicatrizzante e per gli effetti sul sistema immunitario, molti studi si stanno concentrando sugli effetti clinici e sulle proprietà antibatteriche e antiossidanti.

Anche in medicina veterinaria l’echinacea trova molte possibilità di impiego.

Echinacea e sistema immunitario

Il genere Echinacea appartiene alla famiglia delle Composite e comprende nove specie, tre delle quali hanno interesse da un punto di vista fitoterapico.

Si tratta di una pianta molto diffusa in Nord America, molto utilizzata dai Nativi Americani sia per uso esterno che interno, oggi coltivata anche in Italia.

I primi studi che dimostrano la sua azione di stimolante del sistema immunitario risalgono ai primi del ‘900 e oggi solo PubMed ne conta migliaia.

I costituenti chimici sono glucosidi flavonoidici, un olio essenziale ricco in terpeni, polisaccaridi e polifenoli dell’acido caffeico, insieme a alchilamidi, glicoproteine e altre sostanze.

Tra questi sono le alchilamidi e i polisaccaridi ad essere ritenuti maggiormente responsabili delle proprietà immunostimolanti e antivirali.
L’attività antibatterica invece è legata all’olio essenziale.

Foto Laura Ockel da Unsplash

Risultati in vitro e in vivo

Lavori sperimentali e studi clinici controllati hanno dimostrato numerose proprietà della pianta, già ben note alle popolazioni che ne facevano un uso empirico.
Tra queste:

  • l’aumento delle difese immunitarie in corso di sindromi da raffreddamento e influenza
  • la stimolazione della fagocitosi e l’aumento della chemiotassi dei leucociti
  • l’aumento della produzione di alfa e beta interferone, TNF alfa e citochine
  • l’aumento del numero e dell’attività delle NK
  • l’effetto antinfiammatorio
  • l’attività antiradicali liberi
  • l’attività antivirale e antibatterica

Echinacea in medicina veterinaria

Anche in medicina veterinaria l’echinacea trova largo impiego, sia ad uso esterno che interno.
Le azioni antibatterica e antivirale la rendono di grande utilità in caso di patologie da raffreddamento, ma anche in ambito dermatologico trova numerosi impieghi.

Per uso esterno infatti è emolliente, cicatrizzante e riepitelizzante, molto utile per piaghe e ferite anche infette.
Inibendo la ialuronidasi inoltre limita la migrazione di molti batteri che usano proprio la ialuronidasi per spostarsi all’interno dei tessuti, come Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenes e Clostrydium perfringens.

Facendo attenzione però alle controindicazioni e all’interazione con alcuni farmaci, in particolare gli immunosoppressori!

In conclusione

Ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, gli studi scientifici dimostrano l’efficacia di piante medicinali impiegate per secoli o millenni dalla medicina tradizionale.
E probabilmente gli animali non umani ne facevano uso da prima ancora!

Post a cura di Dr. Cinzia Ciarmatori, DMV, GPCert(ExAP)

Foto Annemarie Grudën di Unsplash

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