Fare sesso come conigli… o come ricci?

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Coniglio con occhiali da sole

Se ci dicono che siamo conigli non ci fa piacere, ma se facciamo sesso come conigli allora il discorso cambia!

Quando l’espressione “si chiude come un riccio” ci riguarda ci mettiamo subito sulle difensive. Ma se ci paragonano ad un riccio per le nostre prestazioni sessuali, allora…

Da dove vengono queste espressioni?
E soprattutto, ne teniamo conto quando decidiamo di adottare specie così prolifiche?

La strategia adattativa di alcune prede

Gli animali preda come il coniglio hanno una strategia riproduttiva che consiste nel dare alla luce un numero molto elevato di piccoli, dal momento che solo una parte riuscirà a sopravvivere in un ambiente naturale per loro ostile.

Per questo motivo la gestazione è molto breve e si aggira intorno ai 29-32 giorni, il numero di neonati per nidiata elevato (possono nascere anche quattordici coniglietti), la stagione riproduttiva protratta per molti mesi.
Nel corso dell’anno le coniglie possono partorire anche cinque volte e la loro attività sessuale inizia precocemente, già a pochi mesi d’età.

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L’utero è duplice, per questo non di rado le coniglie restano in cinta quando stanno ancora allattando i piccoli.
Addirittura la gravidanza può iniziare quando è ancora in corso la precedente, grazie alla fecondazione dell’ovulo a monte dei feti in formazione.

Conigli e lepri maschi con l’arrivo della primavera iniziano a lottare incessantemente tra loro, marcando ostinatamente il territorio con la ghiandola del mento e con feci e urina.
Il rituale di corteggiamento tra lepri può essere anche violento, fatto di spinte con gli arti anteriori, morsi, inseguimenti.

E per i ricci invece? Da dove viene il mito della loro invidiabile sessualità?

In questo caso è la dimensione del pene ad impressionare, dal momento che in lunghezza raggiunge quasi le dimensioni dell’intero corpo.
Del resto la presenza di ottomila peli modificati in aculei non rende semplice l’accoppiamento e anche questo ha probabilmente contribuito ad incrementare la loro fama erotica.

@randomcrabcom

Eppure, quando decidiamo di accogliere in casa animali prolifici come il coniglio ma anche altri Piccoli Mammiferi, topi e ratti ad esempio ma anche criceti, non teniamo in alcuna considerazione gli aspetti legati alla loro vita sessuale: sterilizzazione precoce o precocissima per le coniglie, castrazione per i maschi, oppure separazione tra i sessi senza considerare che non basta che non siano vicini fisicamente per non rendersi conto l’uno della presenza dell’altro…

Sterilizzazione e castrazione precoce. Sono una soluzione?

Per cani e gatti è lo stesso, fino ad ora la sterilizzazione precoce è sembrata la soluzione migliore per risolvere problemi di gestione, con l’idea diffusa di prevenire anche patologie degenerative a carico dell’apparato genitale e delle mammelle.

Oggi però cominciamo a capire che la questione è molto più complessa e che la pubertà non è che l’inizio di una serie di trasformazioni fondamentali per una completa maturazione sia fisica che psicologica.
L’adolescenza, che nel nostro immaginario evoca solo brufoli e sbalzi d’umore, è invece uno dei momenti cruciali dell’esistenza.

Perché non dovrebbe esserlo anche per gli animali?


Gli studi di psicologia cognitiva sono sempre più evoluti e ora sappiamo che nella nostra specie l’adolescenza è la fase in cui si sviluppa, tra l’altro, il pensiero ipotetico deduttivo, la capacità cioè di condurre ragionamenti logici senza dover partire da un dato di esperienza, come descritto nel libro Tra normalità e rischio. Manuale di psicologia dello sviluppo e dell’adolescenza.

La stretta correlazione tra il corretto sviluppo ed equilibrio endocrino e quello psicologico, neurologico ed immunitario rende quando mai necessaria qualche riflessione in più: asportare ovaie e testicoli o sopprimerne la funzione prima che gli animali abbiano raggiunto la loro piena maturità significa alterare in modo profondo l’intero organismo e la capacità degli individui di esprimersi al meglio delle loro potenzialità.

Per quanto riguarda le coniglie è nota la predisposizioni a patologie degenerative e neoplastiche a carico di utero e tessuto mammario, la cui incidenza è stata individuata addirittura tra il 50 e l’80% ma nessuno studio ad oggi ci dice che sia necessaria una sterilizzazione non appena raggiunta la pubertà, a cinque-sei mesi d’età. Si può attendere un anno senza cambiare in modo sostanziale l’azione preventiva.

Perché dunque non cominciare a pensare che anche gli animali hanno una vita sessuale che non è necessario né giusto sopprimere?

Non ricordiamocelo solo quando vogliamo vantarci della nostra vita sessuale e delle nostre prestazioni!

Foto di Anna Shvets da Pexels

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