Ginseng siberiano: la pianta “adattogena” per eccellenza

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Ginseng siberiano

Apprezzato per le sue proprietà rivitalizzanti e immunostimolanti, Il Ginseng siberiano è stato a lungo utilizzata dagli atleti russi per migliorare le prestazioni fisiche. Oltre che come integratore alimentare dagli astronauti russi durante le loro permanenze nello spazio.

Vediamo insieme perché può essere utile durante stati di fatica e condizioni di malattia.

Conosciamo meglio il Ginseng siberiano…

Ginseng siberiano è un altro nome della pianta Eleuterococco (Eleutherococcus senticosus o Acantopanax senticosus), appartenente alla famiglia delle Araliaceae, originaria della Cina, della Mongolia e della Siberia.

Parti utilizzate e principi attivi

Le parti del Ginseng siberiano utilizzate a scopo curativo sono le radici, raccolte durante il riposo vegetativo della pianta.

I principi attivi contenuti nelle radici sono rappresentati da saponine triterpeniche, cumarine e lignani, indicati con il termine di “eleuterosidi”.

Il Ginseng siberiano

Definizione di “pianta adattogena”

Il Ginseng siberiano rientra nella categoria delle piante ad azione “adattogena”, insieme alla Rhodiola rosea, al Panax ginseng e altre ancora.

Il termine “adattogeno” è stato coniato nel 1947 dal farmacologo russo Nicolai Lazarev, per indicare “una sostanza farmacologica capace di indurre in un corpo uno stato aspecifico di maggiore resistenza. In grado di contrastare segnali di stress e adattarsi ad uno sforzo eccezionale”.

Il concetto di adattogeno si è negli anni evoluto fino ad arrivare alla definizione attuale che sta ad indicare una nuova classe di regolatori metabolici che aumentano la capacità dell’organismo di adattarsi ai fattori ambientali ed evitare gli effetti negativi sul corpo.

Più nello specifico, le piante adattogene:

  • inducono nell’organismo una risposta aspecifica a tutti i fattori di stress (biologici, chimici, fisici)
  • non agiscono su un unico organo target o su una specifica funzione fisiologica o una patologia in particolare, bensì determinano un effetto generale in tutto l’organismo
  • ripristinano l’omeostasi
  • hanno azioni polivalenti e agiscono su più meccanismi biologici

Indicazioni d’uso

Grazie alle sue proprietà toniche ed adattogene, il Ginseng siberiano è indicato in tutte le condizioni di stanchezza e debolezza e negli stati di superlavoro sia fisico che mentale.

Dunque, la sua attività rinvigorente è utile nei soggetti che praticano attività sportiva intensa. O che fanno un lavoro che richiede un notevole sforzo fisico e mentale.

Inoltre, il Ginseng siberiano è caratterizzato da una comprovata attività immunostimolante. Aumenta la fagocitosi da parte dei macrofagi, il numero di linfociti T e cellule NK e la risposta anticorpale.

Le proprietà immunostimolanti sarebbero da ascrivere alla frazione dei polisaccaridi di cui è ricca la radice della pianta, che risulta particolarmente indicata anche come rimedio antiastenico nel periodo di convalescenza da malattie infettive.

Utilizzo in Medicina Veterinaria

Le indicazioni d’uso negli animali sono pressoché sovrapponibili a quelle nell’uomo.

Il Ginseng siberiano è utile per favorire la guarigione da malattie acute e croniche, per supportare animali sotto stress eccessivo e per migliorare le prestazioni di animali atletici (ad es. i cani che praticano agility dog) e da lavoro (ad es. i cani da caccia).

Può essere somministrato in corso di patologie neoplastiche come coadiuvante alla radio e chemioterapia, determinando una riduzione dei loro effetti collaterali.

Ginseng siberiano e diabete

Tra gli effetti secondari del Ginseng siberiano troviamo quello ipoglicemizzante.

Infatti, l’assunzione di un estratto di questa pianta da parte di pazienti diabetici ha evidenziato una riduzione dell’iperglicemia.
Inizialmente non era noto il meccanismo d’azione alla base di questo effetto, né quale fosse il componente responsabile.
Successivamente uno studio condotto su topi diabetici ha evidenziato che il componente coinvolto è l’eleuteroside E, il quale sembrerebbe:

  • aumentare l’assorbimento del glucosio a livello cellulare
  • ridurre l’insulino-resistenza
  • proteggere le cellule alfa e beta del pancreas dal danno diabetico.

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’Eleuterococco è controindicato in gravidanza e in soggetti con ipertensione.
L’utilizzo in pazienti in terapia per il diabete deve essere valutato dal Medico curante.

L’incidenza di effetti collaterali è piuttosto bassa. Questi sono principalmente rappresentati da irritabilità, disturbi del sonno, tachicardia e ipoglicemia. Tali effetti sono solitamente transitori e scompaiono con l’interruzione del trattamento.

L’utilizzo a lungo termine non è raccomandato.

In conclusione…

In conclusione si può affermare che il Ginseng siberiano è la pianta adattogena per eccellenza, aumenta l’efficienza metabolica ed è ideale per tutte quelle situazioni di stress e affaticamento fisico e mentale, nonché durante la convalescenza.

Tuttavia, come tutte le piante medicinali, può avere controindicazioni ed effetti collaterali, pertanto si raccomanda l’utilizzo sotto consiglio medico, di un Veterinario nel caso degli animali.

Articolo della Dott.ssa Morena Cena, DMV

Bibliografia

  • Ahn J et al., Eleutheroside E, An Active Component of Eleutherococcus senticosus, Ameliorates Insulin Resistance in Type 2 Diabetic db/db Mice, in Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
  • Chiereghin P, Farmacia verde, manuale di fitoterapia, 2011
  • Di Muzio F, Prontuario di Medicina Galenica e Fitoterapia, 2012
  • F Firenzuoli, Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali, 2013
  • Wynn, Fougère, Veterinary Herbal Medicine, 2007

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