Il problema delle morsicature, dati e riflessioni

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Il problema delle morsicature, dati e riflessioni

Le morsicature da parte dei cani a persone sono un problema diffuso in molte comunità. Ultimamente, in Italia, vi sono stati vari casi di aggressioni di cani a persone, talvolta con esiti fatali. Non è questa la sede per analizzare i singoli episodi, ma è importante riconoscere che il problema – di salute pubblica e relativo alla relazione cani-umani – è reale e che è necessario affrontarlo adeguatamente.

Alcune statistiche

Alcuni autori riportano che, negli Stati Uniti d’America, 4 milioni e mezzo di persone ogni anno vengono morsicate da cani. Circa un quinto di queste devono ricorrere a cure mediche [1].

In Inghilterra, nel 2018, il numero di persone che si sono rivolte agli ospedali per cure mediche a causa di morsi di cane è stato di circa 8000 [2].

Particolarmente interessati da questi incidenti sono i bambini con età inferiore ai due anni e con età compresa tra i 9 e i 12 anni [2]. È possibile che questo accada perché i bambini non comprendono il comportamento dei cani e possono provocarli involontariamente. Inoltre, i bambini piccoli possono essere più fragili e quindi più suscettibili a ferite gravi.

Secondo alcune statistiche [3], negli USA la maggior parte degli episodi di aggressione viene registrato da parte di razze di taglia piccola (es. Bassotto, Chihuahua), a differenza di taglie medio-grandi (es. Labrador Retriever, Golden Retriever). Queste ultime, tuttavia, a causa delle dimensioni corporee e della forza di morso, possono causare danni più gravi.

Le morsicature in Italia

Un poco diversi sono i dati riportati da altri studi, relativi all’Italia.

Uno studio del 2020 [4] sulle aggressioni dei cani verso persone nel Nord Italia nell’anno 2018, ha rilevato che, tra i cani arrivati a visita dai Medici Veterinari Esperti in comportamento per morsicature, erano maggiormente rappresentate le tipologie: cani da pastore, Pinscher e Schnauzer, molossoidi, Terrier (in particolare Terrier di tipo bull), meticci.

Per quanto riguarda il sud Italia, nel 2022 un gruppo di ricerca [5] ha analizzato dati provenienti dai registri del Centro di Referenza Regionale per la Sanità Pubblica Veterinaria. I dati si riferivano al periodo 2010-2019. È emerso che, negli episodi di morso, erano coinvolti maggiormente cani maschi rispetto a femmine e cani di taglia grande rispetto a piccola, inoltre i meticci rappresentavano un’alta percentuale.

Questi incidenti possono avere conseguenze gravi, come ferite, infezioni e, in alcuni casi, persino la morte. Anche il trauma psicologico per la persona aggredita e per i familiari può essere ritenuto rilevante.

Le motivazioni dei cani dietro gli episodi di morsicature

È indubbio che le aggressioni da parte di cani siano un problema, ma è importante considerare che, parlando da un punto di vista etologico ed evoluzionistico, i comportamenti aggressivi fanno parte del repertorio comportamentale dei cani.

Di solito i cani non mordono senza motivo. Spesso i comportamenti di aggressione avvengono in risposta a situazioni di stress o paura o quando l’animale è malato o dolorante.

Ad esempio, un cane potrebbe mordere se viene molestato da un estraneo o se si sente minacciato dai gesti bruschi di una persona, oppure in situazioni di maltrattamento.

In alcuni casi, i cani possono aggredire le persone spinti da una motivazione protettiva/difensiva del territorio o dei familiari.

Due punti rivestono fondamentale importanza:

1. È possibile che alcuni soggetti coinvolti negli episodi di morsicatura abbiano uno stato emotivo compromesso e non siano in grado di regolare la propria impulsività.

2. A ciò si aggiunge una inadeguata gestione dei cani stessi. Ad esempio, cani che escono da recinzioni danneggiate e non riparate; cani condotti senza guinzaglio; cani lasciati in presenza di anziani e bambini senza supervisione adeguata.

Fattori che possono influenzare il comportamento dei cani

Tra i fattori che possono aumentare il rischio di morsicature vi sono: la scarsa socializzazione dell’animale, il suo stato di salute, l’ambiente in cui vive e la relazione con le figure di riferimento.

Cani che non vengono adeguatamente socializzati fin da cuccioli possono essere timidi, ansiosi o aggressivi nei confronti delle persone.

Allo stesso modo, cani malati o feriti possono reagire in modo imprevedibile e più aggressivo, rispetto a un animale sano, per difendere se stessi.

Un ambiente stressante o percepito pericoloso dal cane può aumentare il livello di ansia e frustrazione dell’animale, portandolo a comportamenti aggressivi.

La relazione instaurata con i proprietari è fondamentale. Essa deve essere connotata da rispetto e fiducia, reciproci. Sarebbe ottimale che i proprietari guidassero i propri cani a raggiungere un buon equilibrio emotivo e autocontrollo, nochè a seguire le indicazioni date dai proprietari stessi.

Allo stesso tempo, il proprietario o detentore, che è il responsabile della condotta del cane, deve conoscere i potenziali rischi connessi alle caratteristiche del proprio animale e deve poterlo gestire e controllare in modo che non crei danni.

I fattori razza e sesso influenzano le morsicature?

Gli autori dello studio [4] sottolineano che è ancora ampiamente dibattuto se la razza sia un fattore predisponente all’aggressività.

Posto che il termine “aggressività” dovrebbe essere definito meglio, gli autori evidenziano che i risultati sembrano mostrare che alcune razze abbiano maggiori probabilità di mostrare comportamenti aggressivi rispetto ad altre, ma che altri fattori andrebbero considerati nell’interpretazione dei dati. Ad esempio, il basso numero di cani inclusi nel database utilizzato rappresenta una limitazione.

Inoltre bisogna considerare che è possibile che episodi di aggressività da parte di cani appartenenti ad altre razze non vengano denunciati, a causa di differenti percezioni personali di pericolosità. Ancora, per quanto riguarda i terrier di tipo bull, può essere difficile fare una distinzione tra Pitbull e American Staffordshire Terrier, per assenza di un documento genealogico. In questa indagine, il riconoscimento della razza si è basato sull’anagrafe canina nazionale che, a sua volta, si basa su dichiarazioni dei proprietari e sull’aspetto dei cani. Probabilmente questi criteri non sono realmente accurati.

L’alto numero di denunce di episodi coinvolgenti cani di taglia grande in Italia (studio [5]) potrebbe essere collegato al fatto che i proprietari tollerano maggiormente le aggressioni da parte di cani di piccola taglia, dato che i loro morsi causano meno danni.

Per quanto riguarda il sesso, i dati di questi studi sembrano evidenziare un maggior numero di cani maschi conivolti in episodi di morso rispetto a femmine. Questo potrebbe essere collegato al fatto che i maschi possono essere più competitivi e più tendenti allo scontro rispetto alle femmine. D’altro canto, questo dato potrebbe invece semplicemente rispecchiare la reale presenza nella popolazione, in termini di numero, di più cani maschi.

Punto per punto come evitare episodi di morsicature

La prevenzione è la chiave per evitare episodi di morsi. Ecco alcuni consigli utili per ridurre il rischio di incidenti:

Insegnare alle persone a leggere il linguaggio del corpo del cane e a riconoscere i segnali di stress che un cane può emettere. Esempi sono sbadigliare, distogliere lo sguardo, leccarsi il naso. È stato infatti osservato che i cani, prima di aggredire, emettono segnali di disagio per vari secondi [4].

Il ringhio è un segnale di avvertimento, utilizzato dal cane per avvisare che l’interazione non è gradita. Conoscendo e rispettando questi segnali, si possono prevenire incidenti;

Evitare conflitti e competizione con il cane, non disturbarlo e rispettare i suoi spazi. Ad esempio non togliere al cane un giocattolo con il quale sta giocando, non svegliarlo quando dorme, non infastidire una cagna che sta allattando i cuccioli o un soggetto che ha un problema fisico;

Chiedere sempre il permesso al proprietario prima di avvicinarsi a un cane sconosciuto e fare attenzione alle reazioni dell’animale;

Insegnare ai bambini come comportarsi in presenza di cani, come evitare di correre verso di loro o di agitarli;

– In presenza di bambini ed anziani in famiglia, e pensando alla gestione dell’animale all’entrata di ospiti, può essere utile utilizzare cancellini divisori alle porte, in modo da dividere cane e persone qualora se ne presentasse la necessità;

Portare il proprio cane regolarmente dal Medico Veterinario per controllarne lo stato di salute ed eseguire le profilassi consigliate;

Assicurarsi che il cane sia adeguatamente socializzato, aiutandolo a vivere serenamente varie situazioni ed incontri con stimoli sociali ed ambientali;

Non utilizzare, per la gestione e l’educazione, metodi violenti. Essi, infatti, possono portare disagio emotivo al cane ed aumentare l’aggressività (ne abbiamo parlato qui https://webinar4vets.com/metodi-coercitivi-nelleducazione-canina-facciamo-il-punto/);

Avere una corretta gestione del cane, ad esempio utilizzare adeguatamente il guinzaglio (e la muserola se prescritta dal Medico Veterinario ufficiale o dal Medico Veterinario Esperto in Comportamento) nei luoghi pubblici;

Mantenere l’ambiente di vita (ad esempio, recinzioni) in uno stato adeguato al mantenimento della sicurezza.

L’importanza della conoscenza

Sarebbe auspicabile che i proprietari e i detentori di cani (o futuri proprietari e detentori) si informassero circa le caratteristiche e gli eventuali problemi del proprio cane e apprendessero a crescerlo, educarlo, comprenderlo e gestirlo adeguatamente.

Secondo lo studio [4] molte delle aggressioni dirette all’uomo in ambiente domestico erano difensive, a indicare che la comprensione da parte dei proprietari del comportamento e della comunicazione dei propri cani è fondamentale per prevenire tali incidenti.

I Medici Veterinari e i Medici Veterinari Esperti in comportamento hanno un importante ruolo nell’educazione e informazione dei proprietari e possono essere interpellati per avere indicazioni. I Medici Veterinari Esperti in comportamento, in particolare, possono supportare le famiglie, anche coadiuvati da altre figure professionali come Educatori ed Istruttori cinofili, nel scegliere e gestire adeguatamente il proprio compagno di vita, nell’ottica di abbassare il rischio di insorgenza di comportamenti pericolosi.

Inoltre i Medici Veterinari comportamentalisti possono valutare soggetti che mostrano comportamenti aggressivi o altri problemi comportamentali/emotivi e possono guidare proprietari ed animali in percorsi riabilitativi.

Gli enti, come Comuni e aziende USL, dovrebbero progettare eventi e percorsi informativi e formativi per incentivare la gestione responsabile dei cani.

La questione “razze pericolose” è complessa da definire. È possibile che esistano razze o tipologie di cani che, per caratteristiche genetiche, abbiano maggiori probabilità di utilizzare comportamenti aggressivi in risposta a determinati stimoli.

Rimane in ogni caso fondamentale la conoscenza, da parte dei proprietari, delle peculiarità di una determinata tipologia di cane.

Di pari importanza è considerare come il singolo soggetto sia stato cresciuto, detenuto e gestito.

Conclusioni

Le morsicature di cani a persone sono un problema diffuso, ma che può essere in molti casi prevenuto con un’adeguata educazione e attenzione.

Questo non significa adottare metodi di “educazione” e detenzione violenti, ma con le giuste conoscenza e consapevolezza, ed apprendendo comportamenti e misure precauzionali, le persone possono ridurre il rischio di incidenti, così da vivere in armonia con i propri cani nella società.

Articolo redatto dalla dr.ssa Rossella Politi e revisionato dalla dr.ssa Eva Ricci

Bibliografia

[1] Giovannini et al., 2023. Medico-legal implications of dog bite injuries: A systematic review. Forensic Science International, 352:111849
[2] Jakeman et al., 2020. Pet dog bites in children: management and prevention. BMJ Paediatrics Open, 4:e000726.
[3] Duffy et al., 2008. Breed differences in canine aggression. Applied Animal Behaviour Science 114: 441–460
[4] Notari et al., 2020. A Retrospective Analysis of Dog–Dog and Dog–Human Cases of Aggression in Northern Italy. Animals, 10:1662.
[5] d’Angelo et al., 2022. Retrospective analysis of dog bites in Southern Italy. Ciência Rural, 52:10, e20210421

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