Il ruolo del veterinario nella prevenzione della violenza

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Il ruolo del veterinario nella prevenzione della violenza

Diversi studi hanno riportato una connessione tra l’abuso di animali e la violenza interpersonale.
Possiamo, come medici veterinari, essere sentinelle e collaborare al riconoscimento di situazioni critiche?  
Una interessante review del 2017 su Research in Veterinary Science compara il risultato di numerosi studi.

Cosa sappiamo

L’importanza dei veterinari nel riconoscere e intervenire nel ciclo della violenza è stata discussa in diversi articoli.
Ma su 96 articoli pubblicati tra il 1960 e il 2016, solamente 7 (7.3%) sono stati pubblicati nell’ambito della medicina veterinaria.

Cosa aggiunge questo studio

Gli studi riportano inoltre che il 42,8% – 86% dei veterinari conoscono questa correlazione. Tuttavia, la maggior parte dei veterinari non è formata per intervenire in casi di abuso sugli animali e violenza umana. Questo sottolinea l’importanza di educare i veterinari su questo argomento e la loro partecipazione in questo settore.

Conclusioni

Il tasso di co-occorrenza tra abuso di animali e violenza interpersonale era considerevole nella maggior parte degli articoli. Questo sottolinea che gli animali domestici dovrebbero essere inclusi come popolazione vulnerabile frequentemente colpita dalla violenza familiare. Quasi tutti gli articoli riportano che l’abuso di animali è associato con la violenza domestica, l’abuso di bambini, il comportamento criminale, e che può essere un indicatore di altri tipi di comportamento violento.
La maggior parte degli studi sono concentrati in Nord America. Tredici paesi hanno pubblicato almeno un articolo su questo argomento. Suggerendo che il “legame” è ancora sconosciuto in diverse regioni del mondo e altri studi devono concentrarsi sulla comprensione della sua comparsa nelle diverse culture in tutto il mondo. 
Il coinvolgimento dei veterinari in questo settore è cruciale per la protezione delle persone e degli animali.
Il numero limitato di studi pubblicati nel campo della medicina veterinaria riflette la mancanza di riconoscimento del ruolo che i veterinari svolgono nella prevenzione e nell’intervento nel ciclo della violenza. 

La violenza assistita genera adulti violenti

Le indagini sul collegamento tra violenza interpersonale e abuso di animali, sono iniziate nel 1963 con l’emergere di una triade di enuresi, incendio e crudeltà sugli animali durante l’infanziae il suo uso come indicatore di comportamento criminale verso umani in età adulta

Quali professionisti possono aiutare nella prevenzione della violenza?

Alcuni affermano che i veterinari sono gli unici professionisti della salute qualificati per identificare i segni di abuso sugli animali e la violenza contro le persone. Tuttavia, solo pochi professionisti hanno segnalato casi sospetti. Ciò è dovuto alla mancanza di conoscenza dell’argomento, conflitti etici, paura delle conseguenze di una denuncia e riservatezza professionale

La selezione degli studi ha messo in evidenza qualche relazione tra l’abuso di animali e la violenza contro le persone. Uno delle limitazioni degli studi su questo “link”, è la mancanza di confronto con gruppi senza caratteristiche di violenza o disturbi psichiatrici. Quattro temi sono stati selezionati: Abuso di animali e violenza domestica, fattori di rischio per lo sviluppo di abuso di animali nell’infanzia, l’abuso di animali e la previsione del comportamento criminale e Il ruolo dei veterinari nel “Collegamento”

Foto: PaginaTre.it

A quali conclusioni arrivano gli studi?

In merito all’ABUSO DI ANIMALI E VIOLENZA DOMESTICA c’è una co-occorrenza tra l’abuso di animali e la violenza del partner intimo.
Sono stati riportate minacce, abusi fisici, proibizione di fornire risorse di base e omicidio. Il maltrattamento degli animali è inoltre usato per perpetuare la violenza contro le donne, e le donne vittime di violenza possono ritardare l’ingresso in un rifugio a causa della preoccupazione per la sicurezza dei loro animali domestici. Cani e gatti sono le specie più frequentemente abusate nel contesto della violenza domestica, che sé è mostrata legata ad un livello inferiore di cura degli animali da compagnia. C’è inoltre, una mancanza di coordinamento tra i servizi di protezione umana e animale.

I fattori di rischio

FATTORI DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DI ABUSO DI ANIMALI NELL’INFANZIA mostrano che I bambini che osservano atti di maltrattamento di animali sono 3 volte più propensi a maltrattare gli animali. Assistere a maltrattamenti di animali promuove l’internalizzazione e sintomi di esternalizzazione nei bambini.
I bambini esposti alla violenza domestica o vittime di abuso sono più propensi a maltrattare gli  animali, come è più probabile che abusino degli  animali  bambini con deficit di attenzione,  disturbo della condotta, iperattività e depressione. In merito alla PREVISIONE DI SVILUPPO DI COMPORTAMENTI CRIMINALI, gli studi mostrano che l’abuso di animali è associato a crimini violenti contro le persone (omicidi, tentativi di omicidio, rapina, aggressione, stupro, molestie e maltrattamenti).
L’abuso ricorrente di animali da compagnia è un indicatori potenziali di violenza interpersonale in età adulta. Gli abusatori di animali mostrano un forte bisogno di controllare persone e ambienti, personalità antisociale e dipendenza da polisostanze. 

Il ruolo del Veterinario nella prevenzione della violenza

Infine, per quanto riguarda il RUOLO DEI MEDICI VETERINARI nel riconoscere il “link” tra abuso di animali e sviluppo di comportamenti violenti, la maggior parte dei veterinari crede nell’esistenza di questo legame. I veterinari giocano un ruolo cruciale nell’individuazione degli abusi sugli animali e nell’intervento contro diversi tipi di violenza nella società. 
MA si mostrano riluttanti a intervenire e a sporgere denuncia nei casi di abuso di animali e violenza interpersonale. La mancanza di formazione per identificare i casi di abuso sugli animali è la ragione più comune riportata dai veterinari di non sporgere denuncia. Inoltre, il ruolo dei veterinari nel ciclo della violenza non è riconosciuto da altri professionisti.

Come agisce chi abusa e attua violenza

Gli uomini che abusano degli animali sono significativamente più propensi a parlare con i loro animali domestici solo attraverso comandi o minacce, a considerare i loro animali da compagnia come una proprietà non senziente e uno dei principali fattori di stress della vita. E li puniscono per aspettative irrealistiche. L’abuso di animali è una forma di controllo psicologico delle vittime e la perpetrazione di violenza.
In aggiunta alla quale, le donne vittime di violenza citano anche rabbia, vendetta, disciplina e gelosia come cause degli abusi sugli animali. La difficoltà di trovare un posto sicuro per gli animali, durante la permanenza nei rifugi, è la ragione principale per cui dal 20% al 50% degli animali domestici rimangono sotto le cure del partner violento quando la donna decide di lasciare la propria casa. Una percentuale considerevole di vittime femminili (35%) è tornata nella casa violenta per la preoccupazione per i propri animali.

Gli animali domestici come membri della famiglia

Gli animali domestici sono considerati membri della famiglia. E una fonte di sostegno emotivo per le vittime, che sono spesso isolate dalla famiglia e dagli amici. Strategie per aiutare a dare rifugio agli animali delle vittime di violenza incoraggerebbero queste ultime a lasciare la casa dove hanno subito violenza. L’abuso di animali è usato non solo per perpetuare la violenza domestica, ma anche per costringere le vittime a commettere crimini.
Uno studio statunitense ha riportato che su 54 donne proprietarie di animali domestici maltrattati, 24 (44%) hanno sperimentato la coercizione nella forma di minacce e danni effettivi agli animali.
Questo tipo di coercizione è stato usato per costringerle a commettere atti illegali come: rapina, frode o traffico di droga.
Spesso i maschi sono la fonte principale di abuso e violenza. Tuttavia, uno studio su 87 detenute arrestate per violenza domestica ha rivelato che il 17% delle partecipanti aveva minacciato o abusato di animali.

Perché un bambino può maltrattare un animale?

COMPRENDERE PERCHE’ UN BAMBINO MALTRATTI UN ANIMALE è fondamentale per ridurre la prevalenza di questo comportamento. È importante considerare che tra il 51% e il 78% dei bambini rischia la propria sicurezza nel tentativo di proteggere i propri animali. Ma l’esposizione all’abuso di animali e altri tipi di violenza come la violenza domestica, essere vittima di abusi fisici e sessuali, alcolismo dei genitori, disfunzioni familiari, o avere qualche disturbo comportamentale, è stato associato all’abuso infantile di animali.
I bambini sono spesso esposti ad atti di abuso sugli animali nella comunità e a casa. Spesso le vittime sono piccoli animali come roditori, uccelli e rettili, seguiti da cani e gatti. Questo differisce dai risultati degli studi sulla violenza familiare, che riportano che cani e gatti sono più frequentemente abusati. Di solito i membri della famiglia, amici e vicini di casa sono gli autori degli abusi sugli animali. Il tasso di partecipazione dei bambini negli abusi sugli animali varia tra il 3% e il 44,4% essendo significativamente inferiore quando sono coinvolte bambine.

L’ESPOSIZIONE ALLA VIOLENZA PUÒ DIMINUIRE L’EMPATIA AFFETTIVA NEI BAMBINI E RENDERLI MENO SENSIBILI ALLA SOFFERENZA DEGLI ANIMALI, AUMENTANDO IL VERIFICARSI DI ABUSI SUGLI ANIMALI NELL’INFANZIA.

Foto da Pexels

Perché abusare di un animale?

L’abuso è stato associato all’insensibilità alla sofferenza degli animali e al piacere nel causare lesioni agli animali. Le principali motivazioni dell’abuso di animali sono: RABBIA, DIVERTIMENTO, PAURA, ANTIPATIA DELL’ANIMALE, CONTROLLO, VENDETTA CONTRO L’ANIMALE O UNA PERSONA, IMITAZIONE E PIACERE SESSUALE.
Rabbia, divertimento e desiderio di controllare l’animale sono significativamente associati all’abuso ripetuto di animali. 

Anche questo è One-Health

Nonostante il modesto intervento dei veterinari nella pubblicazione di articoli originali su questo “Link”, diversi articoli pubblicati in riviste veterinarie hanno riportato l’importanza della partecipazione attiva di questo professionista nel ciclo della violenza. 
L’abuso di animali può servire come una sentinella della violenza nella società. Quindi, considerando che come veterinari siamo in una posizione unica per identificare la crudeltà sugli animali, e abbiamo contatti con le vittime umane di abuso, la nostra professione gioca un ruolo chiave nel prevenire e intervenire contro la violenza interpersonale, segnalando alle autorità casi sospetti di abuso su animali ed umani.
In questo modo, proprio come i veterinari sono agenti importanti nel controllo delle malattie zoonotiche, possiamo e dobbiamo essere considerati come attori rilevanti nel contesto della violenza.

La sindrome del bambino picchiato e il ruolo del Veterinario

Nel 1962, il Journal of the American Medical Association ha pubblicato un articolo su un nuovo disturbo chiamato sindrome del bambino picchiato. Questo iniziò un dibattito sul ruolo dei professionisti della salute nel rilevare, intervenire e segnalare gli abusi sui bambini. Così come la loro riluttanza a intervenire in questi casi. Oggi, la società è più consapevole della cura e la protezione degli animali e chiede che l’abuso di animali sia riconosciuto come un comportamento antisociale e illegale che colpisce il benessere degli animali.
Le pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato un’associazione tra il maltrattamento degli animali e la violenza interpersonale. E anche che il maltrattamento degli è un indicatore di altre forme di violenza.

Ciononostante i veterinari non riescono a presentare denunce contro gli abusi sugli animali a causa di diverse ragioni: mancanza di formazione per identificare il maltrattamento animale, mancanza di chiarezza e uniformità nelle definizioni di abuso, crudeltà e negligenza, mancanza di risorse per aiutare le vittime. E ancora, paura di rappresaglie da parte dell’abusatore e di conseguenze legali per la violazione della privacy. Frustrazione per l’impunità, paura di perdere i clienti e mancanza di informazioni sui diritti e le responsabilità legali verso le vittime di abusi. Solo il 7,8% dei veterinari di piccoli animali dell’American Veterinary Medical Association (AVMA) riferisce di essere in grado di fornire fondamenti legali rilevanti in materia di violenza contro le donne e i bambini, e il 43,6% sugli abusi sugli animali.

Gli studi sul contatto delle persone maltrattate con i veterinari possono aiutare a identificare come i veterinari possono offrire sostegno e informazioni a queste vittime. Purtroppo gli operatori della protezione dell’infanzia spesso riferiscono preoccupazioni per il benessere degli animali da compagnia. Eppure durante le indagini, poche agenzie di routine fanno domande sugli abusi sugli animali.

Conclusioni

L’abuso di animali dovrebbe essere considerato come un passo verso la  delinquenza. L’attenzione e l’intervento in merito, sono fondamentali per agire in prevenzione. 

I veterinari giocano perciò un ruolo chiave nell’individuare gli abusi sugli animali e nell’intervenire in diversi tipi di violenza umana. 
Possono essere i primi o gli unici professionisti che hanno accesso a situazioni familiari di abuso. Giocano un ruolo chiave nello smistamento dei casi e hanno l’obbligo morale di implementare strategie e approcci diversi che aiutano a ridurre la violenza nella società. Tuttavia, attualmente, il ruolo dei veterinari nel ciclo della violenza non è riconosciuto né da altri professionisti, né dalle vittime di abuso. Le vittime umane hanno contatti con i veterinari, ma non si fidano a denunciare situazioni di abuso. 

Il coinvolgimento dei veterinari in questo settore è cruciale per la protezione delle persone e degli animali. Nel contesto di una salute unica, che riconosce l’interconnessione di salute umana e animale e il loro ambiente sociale ed ecologico, i veterinari devono proteggere la salute e il benessere delle persone. Comprese le dinamiche di violenza.

Post di Dr.Marta Pattaro, Medico Veterinario esperto in Comportamento

Link all’articolo di Research in Veterinary Science

Immagine in evidenza: Linkiesta

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