Invecchiamento e infiammazione negli animali

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Invecchiamento

L’invecchiamento degli animali umani e non umani e le malattie legate all’età condividono alcuni meccanismi biologici che sono stati in gran parte identificati con processi infiammatori.

Nel corso dell’invecchiamento infatti si sviluppa un’infiammazione cronica di basso grado, chiamata inflammaging, che contribuisce all’insorgere di malattie che consideriamo correlate all’età.

Infiammazione e invecchiamento. Cosa sappiamo?

Molti agenti patogeni con cui noi e gli altri animali veniamo a contatto. Ma anche “rifiuti” cellulari prodotti dai normali processi biologici e persino i nutrienti e il microbiota intestinale sono implicati in questo fenomeno.

Un numero ristretto di recettori, la cui degenerazione consente di riconoscere molti segnali e di attivare le risposte immunitarie, percepiscono questi stimoli.

Sarebbe proprio l’attivazione del sistema immunitario da parte di questi numerosi stimoli a dare origine sia all’infiammazione che accompagna le malattie metaboliche sia all’infiammazione cronica legata all’eccesso di nutrienti o alla sovranutrizione.

Il ruolo del microbiota

Il microbiota intestinale ha un ruolo centrale sia nella infiammazione alla base delle patologie metaboliche che nell’inflammaging. Grazie alla capacità di liberare prodotti infiammatori, contribuire ai ritmi circadiani e la comunicazione continua con organi e apparati.

Le malattie croniche non sono quindi solo il risultato dell’invecchiamento e dell’infiammazione.
Differenti cause possono infatti accelerare il processo e possono essere considerate una manifestazione di senescenza precoce. Tra queste ha un ruolo di primo piano anche la sovralimentazione (se vuoi approfondire il legame tra inflammaging e nutrizione leggi anche questo articolo).

Le malattie croniche legate a infiammazione e invecchiamento

Diabete, obesità, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari sono patologie sempre più diffuse sia per noi che per gli altri animali. Soprattutto nei Paesi che si autodefiniscono civilizzati.

Va certamente considerato che da un lato può anche trattarsi del riflesso dell’invecchiamento generale delle popolazioni di questi stessi Paesi. Ma l’invecchiamento secondo le più recenti scoperte della geroscienza (la scienza che studia proprio la senescenza) è solo un fattore di rischio. E va considerato che le patologie croniche sono esse stesse causa di invecchiamento.

Del resto l’infiammazione cronica di basso grado attiva il sistema immunitario innato. In cui i macrofagi hanno un ruolo centrale anche da un punto di vista evolutivo.
Una nuova prospettiva sulla relazione tra i meccanismi cellulari e molecolari di base legati al processo di invecchiamento e le malattie metaboliche croniche legate all’età è necessaria per comprendere anche come poter valutare la differenza tra età cronologica e età biologica.

I “pilastri” dell’infiammazione: rigenerazione cellule staminali, metabolismo, proteostasi, danno macromolecolare, stress e epigenetica (tratta da Inflammaging: a new immune-metabolic view point for age-related disease, 2018)

Conclusioni

Gli studi sull’invecchiamento e le malattie collegate, sia nell’uomo che negli altri animali, costituiscono un campo di ricerca enorme. Per il quale sono impegnati scienziati e ricercatori su molti fronti differenti.

Quello che appare ormai chiaro è il ruolo della sovralimentazione, dell’eccesso di nutrienti, del numero e distribuzione dei pasti nell’infiammazione cronica di base, a sua volta causa ed effetto dell’invecchiamento.

Del resto l’assunzione di cibo, cioè l’introduzione in un organismo biologico di sostanze estranee spesso anche contaminate, ha richiesto una stretta evoluzione condivisa con il sistema immunitario.

Questo tono infiammatorio fisiologico é inevitabile, basta pensare ai picchi infiammatori postprandiali, e si manifesta sia nei giovani che negli adulti ma aumenta e può diventare dannoso nel tempo.

Quello che è certo però è che l’alimentazione eccessiva e non equilibrata, che non poteva certo essere prevista da un punto di vista evolutivo, sta provocando danni notevoli.
La buona notizia è che su questi aspetti possiamo, almeno in parte, intervenire!

Articolo della dott.ssa Cinzia Ciarmatori, DMV

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