Prebiotici e probiotici nel coniglio

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Prebiotici e probiotici nel coniglio

Il microbiota di animali strettamente erbivori come i conigli è complesso e in parte ancora sconosciuto.
Batteri e archei dei tratto digerente svolgono molte funzioni fondamentali, dall’idrolisi e fermentazione dei nutrienti alla regolazione del sistema immunitario.

Si tratta di un argomento di estrema rilevanza. In particolare per la prevenzione di patologie a carico dell’apparato digerente ancora molto diffuse e spesso di particolare gravità.

Alcuni lavori scientifici aiutano a fare luce sull’incredibile universo di microrganismi che convivono nel coniglio e analizzano l’eventuale ruolo benefico di prebiotici e probiotici.

Nei conigli la comunità di batteri e archei dell’ecosistema cecale è composta principalmente da microrganismi non ancora del tutto note e peculiari per la specie.

Nei mammiferi in generale l’ecosistema digestivo svolge importanti ruoli fisiologici: idrolisi e fermentazione dei
nutrienti, regolazione del sistema immunitario, angiogenesi, sviluppo intestinale e azione di barriera contro i patogeni.
Per questo comprenderne il funzionamento e capire come controllare la diversità funzionale e specifica è una priorità. Potrebbe infatti fornire nuove strategie per migliorare la resistenza ai disturbi digestivi molto diffusi soprattutto tra i conigli giovani e giovanissimi, oltre a migliorare l’efficienza alimentare.

Una review pubblicata nel 2013 su Animal: an international journal of animal bioscience prova a fare il punto su quanto già noto, valutando anche il ruolo di prebiotici e probiotici, oltre a quello degli antibiotici.

Mammiferi come superorganismi

È ormai noto da tempo che i mammiferi, ma non solo loro, possono essere considerati superorganismi a causa della colonizzazione permanente da parte di miliardi e miliardi di microrganismi.

La relazione ospite/microbiota è un rapporto di simbiosi. In particolare nel coniglio si parla di modello combinato competizione-cooperazione.

Si tratta però di un ecosistema fragile, spesso perturbato da diete non adeguate e da molti altri fattori, anche di natura emozionale.

I conigli sono spesso sottoposti a stress cronico nella loro vita domestica

Il microbiota del coniglio

Il microbiota del coniglio comprende una comunità batterica e di archei molto abbondante e variegata, che abita in particolare ceco e colon ed è presente sia nel cecotrofo che nei pellet fecali.
Tra i batteri cellulolitici i più rappresentati sono gli Eubacterium cellulosolvens, tra i pectinolitici e i xilanolitici invece Prevotella.

Lactobacillus, Streptococcus ed Escherichia Coli sono invece assenti o poco rappresentati secondo gli autori della review.

Sono presenti inoltre funghi, protozoi e lieviti commensali, come Cyniclomyces guttulatus (Saccharomycopsis guttulata).

Prebiotici, probiotici e antibiotici nel coniglio

Gli studi sull’impiego dei prebiotici nel coniglio hanno dato risultati spesso contrastanti. Per quanto riguarda invece i probiotici secondo i ricercatori Saccharomyces cerevisiae e Bacillus cereus var toyoii sembrano avere effetti incoraggianti sulla salute.

Per quanto riguarda i lattobacilli, sebbene la loro presenza è bassa nel microbiota cecale di coniglio, la somministrazione di Lactobacillus acidophilus sembrerebbe aumentare il numero di batteri cellulolitici e ureolitici.

Sull’uso degli antibiotici è richiesta particolare cautela, in particolare, ma non solo, per i conigli di età inferiore alle otto settimane. Possono provocare infatti alterazioni gravi dell’ecosistema digestivo con ripercussioni molto gravi e in alcuni casi fatali.

Conclusioni

Il tema del microbiota e microbioma del coniglio è di grande attualità e ben lontano dal potersi considerare esplorato in ogni suo ambito.

In più il ruolo che riveste nel mantenimento e nel recupero della salute di questa specie ne determina la rilevanza.

Le patologie del sistema digestivo dei conigli sono ancora molto diffuse e spesso gravi o fatali, pertanto è auspicabile che ulteriori ricerche di rilevanza clinica vengano condotte nel prossimo futuro, per poter migliorare ulteriormente le possibilità di cura.

Articolo di Cinzia Ciarmatori, DMV, GPCert(ExAP)

Foto Lucas da Pexels

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