Trigliceridi a media catena (MCT): sono efficaci per l’epilessia del cane?

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Argomento molto dibattuto in medicina umana, da alcuni anni anche in medicina veterinaria si parla degli effetti della dieta sull’epilessia, in particolare del cane. Un articolo del 2020 aggiunge dei nuovi dati riguardo l’uso dei trigliceridi a media catena (MCT).

Cosa sappiamo

La relazione dieta-epilessia è ben conosciuta dalla medicina da millenni, essendo citata già da Ippocrate. In particolare, la medicina umana ha concentrato le sue attenzioni sulla dieta chetogenica, non sempre facilmente traslabile ai carnivori domestici. In medicina veterinaria le conoscenze riguardo la dieta per i pazienti epilettici sono limitate a pochi studi.

Cosa aggiunge lo studio

Lo studio porta delle evidenze riguardo l’aggiunta di trigliceridi a media catena (MCT) alla dieta commerciale dei cani con epilessia idiopatica, che paiono essere essere utili per ridurre la frequenza delle crisi epilettiche.

Conclusioni

La pubblicazione aggiunge un’ulteriore tassello al tema dieta-epilessia, provando una utilità degli MCT già in basse concentrazioni nella dieta del cane epilettico (6,5% su sostanza secca).

L’argomento dieta-epilessia mi è particolarmente caro da diversi anni e seguo con interesse l’uscita di studi clinici al riguardo, che stanno portando ad una rapida modifica del paradigma medico. Pochi mesi fa, uno studio a contributo anche italiano, ha apportato una nuova evidenza scientifica riguardo l’importanza della dieta.

Lo studio

L’epilessia è un disturbo neurologico comune nel cane, avendo una prevalenza stimata fra il 0,5-0,75% della popolazione generale, con picchi in alcune razze in particolare. Fra le diverse forme di epilessia, la forma idiopatica è la più comune, ma, al contrario di quanto accade nell’uomo, solo a volte è riconducibile ad alterazioni genetiche.

L’epilessia idiopatica influisce negativamente sia sulla salute generale del cane che sulla sua qualità di vita, dato che spesso dimostrano compresenza di altri disturbi come ansia, disturbi di iperattività, disturbi cognitivi e, quando trattati, effetti collaterali dei farmaci antiepilettici. Anche la qualità di vita del responsabile dell’animale ne viene intaccata da quello che ci dice la scienza, essendo spesso presenti preoccupazioni e limiti dovuti sia alla malattia cronica in sé che alla necessità di somministrare la terapia a precisi intervalli di tempo.

L’epilessia idiopatica ha spesso un esordio precoce (prima crisi compresa fra 1 e 3 anni di vita del cane) ed è in generale una condizione cronica, che richiede l’utilizzo di farmaci per tutta la vita dell’animale. Inoltre, solo un 20-40% dei pazienti risponde adeguatamente alla gestione medica e una riduzione delle crisi del 50% è comunemente considerata un successo.

La dieta, o meglio, il digiuno è riconosciuto come metodo in grado di ridurre le crisi già dalla medicina ippocratica o anteriormente. A partire dagli anni ’20, si è cominciato a sperimentare nell’uomo, in particolare nei bambini, l’utilizzo di diete che mimano il digiuno, creando una condizioni di chetosi.

La dieta chetogenica, così come viene definita, è normalmente composta da un alto contenuto di grassi, basso tenore proteico e bassissimo tenore di carboidrati. La modulazione dei diversi macronutrienti può differire nei vari studi, ma solitamente si attesta su un rapporto pari a 3:1 o 4:1 (o persino 5:1, N.d.R.), dove il primo numero rappresenta il contenuto in grassi e il secondo la somma di quello proteico e carboidrati.

Poichè la dieta chetogenica porta ad una riduzione delle crisi nel 38% dei bambini con epilessia idiopatica resistente ai farmaci anche superiore al 50%, con picchi anche del 90% di riduzione delle convulsioni, era ovvio come questo tipo di approccio dovesse prima o poi approdare in medicina veterinaria.

Il 67,7% dei proprietari, secondo quanto riporta uno studio precedente, cambia già di sua spontanea volontà la dieta del loro cane dopo la diagnosi, nella maggior parte dei casi aggiungendo olio MCT o olio di cocco (ricco di MCT, N.d.R.).

Non si conosce l’esatto meccanismo d’azione della dieta chetogenica, che potrebbero essere effettivamente relazionati ai corpi chetonici (come il nome suggerisce), a cambiamenti del metabolismo generale, effetti sui neuromediatori cerebrali (o ad altri meccanismi come cambiamento e modulazione della flora microbica e/o riduzione dell’infiammazione intestinale, N.d.R).

Senza arrivare ad una dieta chetogenica (o simil-chetogenica, essendo il cane il carnivoro, dove la chetosi è molto più difficile da indurre), in Medicina Veterinaria sono già diversi gli studi pubblicati che puntano sull’introduzione di trigliceridi a media catena (MCT) ad una “normale” dieta commerciale.

Studi precedenti hanno dimostrato che una dieta con aggiunta di MCT aumenta drasticamente la funzione mitocondriale nei cani, aumenta anche la sintesi metabolica degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) e il loro assorbimento nel tessuto cerebrale canino. I trigliceridi a media catena, paiono poter superare la barriera emato-encefalica, per essere utilizzati direttamente o come metaboliti dal cervello. Studi recenti hanno rivelato che gli acidi decanoici (C10) possono agire come antagonista non competitivo del recettore AMPA con conseguente inibizione diretta della neurotrasmissione eccitatoria, e quindi esercitare un effetto anticonvulsivo. Inoltre, il C10 da solo potrebbe essere in grado di modulare la proliferazione mitocondriale attraverso il recettore gamma del recettore attivato dal proliferatore del perossisoma.

L’obiettivo di questo studio prospettico era quindi quello di testare l’efficacia, l’appetibilità e la tollerabilità di un regime alimentare disponibile in commercio arricchito con olio MCT al 6,5% nei cani con diagnosi di epilessia idiopatica con crisi epilettiche singole, non a grappolo, in tutta Europa.

Materiali e metodi

Lo studio ha coinvolto 10 centri veterinari europei ed è stato disegnato come studio ad un solo braccio, senza placebo. I cani arruolati, per un totale di 21, erano di proprietà di tutori consenzienti, e sono stati scelti in base alla diagnosi di epilessia idiopatica, non riconducibile ad altre cause. Sono stati esclusi pazienti con altre patologie o che fossero stati sottoposti a chirurgia nel mese precedente. Tutti i cani erano in terapia al momento dello studio, con uno o più farmaci antiepilettici.

La dieta somministrata durante lo studio, durato 12 settimane, era il Purina Pro Plan NC NeuroCare della Nestlé Purina, contente il 6,5% su sostanza secca di MCT.

I cani sono stati valutati sia da follow-up durante il percorso dai medici veterinari che li seguivano, che tramite analisi ematiche volte a valutare anche la concentrazione dei farmaci antiepilettici, e infine, tramite un questionario, dai loro tutori, che dovevano indicare la supposta qualità di vita dei loro migliori amici.

La comunicazione fra intestino e cervello è bidirezionale, continua e intensissima, anche nel cane. (Immagine dal web, autore sconosciuto)

Risultati

I cani hanno mediamente accettato bene il nuovo mangime e i risultati ottenuti sembrano interessanti. Dopo 84 giorni, il tasso medio dei giorni con crisi è diminuito significativamente del 42 per cento (1,4 giorni con crisi al mese; mediana=1,0), rispetto all’inizio dello studio (2,5 giorni al mese; mediana=2,0). All’inizio della prova inoltre, i giorni con crisi epilettica al mese variavano da un minimo di uno a un massimo di sei, mentre dopo la fase di dieta variavano da 0 a un massimo di 3,67 giorni/mese.

Dei 21 cani, il 9,5% (2 di 21 cani) non ha più avuto crisi, il 42,9% dei cani (9 di 21 cani) hanno avuto una riduzione ≥50% dei giorni con crisi e il 33,3% (7 di 21 cani) ha avuto una riduzione <50%.

Sempre nei 21 cani che hanno seguito lo studio, tre cani (14,2 per cento) non hanno subito alcun cambiamento nel numero di crisi, mentre due cani (9,5 per cento) hanno avuto un aumento. Complessivamente, 16 cani su 21 (76,2 per cento) hanno avuto meno giorni di crisi epilettiche con la dieta di prova.

I proprietari erano mediamente molto soddisfatti della dieta e in effetti alcuni hanno anche riportato un miglioramento di sintomi come atassia e letargia.

Conclusioni dello studio

Anche se lo studio ha delle evidenti limitazioni, anche secondo gli autori stessi, incorporando una popolazione molto limitata di soggetti e il disegno non in cieco, alcuni aspetti positivi, come il disegno multi-centrico, che includeva diversi medici veterinari, oltre ovviamente ai risultati incoraggianti, lo rende degno di nota. L’aggiunta di MCT deve sicuramente essere ulteriormente indagata, ma appare una integrazione funzionale relativamente semplice e proponibile, al di là del singolo prodotto commerciale.

Commenti dell’autrice del post

Come evidenziato, le limitazioni di questo studio sono molteplici e l’apporto dato all’avanzamento delle conoscenze dovrebbe essere considerato con cautela.

Nonostante questo, i risultati sembrano davvero interessanti, considerando soprattutto l’innocuità di una dieta rispetto ad un trattamento farmacologico, con spesso pesanti effetti collaterali. Comunque, a questo riguardo, è bene sottolineare che lo studio è stato interamente finanziato dalla ditta produttrice del mangime, come indicato nelle note riguardo il conflitto di interessi.

Inoltre, nonostante si possano ottenere risultati a quanto pare con la aggiunta di MCT alla dieta, rimangono da indagare i possibili effetti di una dieta più simile alla chetogenica umana, la cui composizione non può essere raggiunta utilizzando un alimento commerciale secco, con un contenuto di carboidrati che non può scendere, per ragioni tecniche, sotto ad un 45-50%.

Interessante quindi questo ulteriore apporto scientifico, ma da ampliare (idealmente), sia con studi indipendenti (per quel che riguarda l’utilizzo di questo particolare alimento commerciale), che con indagini utilizzanti diete più vicine alla chetogenica.

Articolo originale Molina, J., Jean-Philippe, C., Conboy, L., Añor, S., de la Fuente, C., Wrzosek, M. A., … & Gandini, G. (2020). Efficacy of medium chain triglyceride oil dietary supplementation in reducing seizure frequency in dogs with idiopathic epilepsy without cluster seizures: a non-blinded, prospective clinical trialVeterinary Record.

Post a cura di Maria Mayer, DVM, PhD, CEO Webinar4VETs

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