Withania somnifera nella disfunzione cognitiva del cane

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Whitania somnifera

La disfunzione cognitiva è una patologia neurodegenerativa strettamente correlata al processo d’invecchiamento e ha delle caratteristiche simili negli animali e nell’uomo (dove viene chiamata malattia di Alzheimer). Purtroppo non esiste una terapia completamente risolutiva per questa patologia, ma con alcuni specifici interventi è possibile rallentarne la progressione.

La Withania è una pianta senza dubbio molto utile in questi casi per le sue numerose proprietà benefiche e, in particolare, per la sua comprovata attività antiossidante e neuroprotettiva.

Conosciamo meglio Withania somnifera

Withania è il nome comune della pianta Withania somnifera, meglio conosciuta come Ashwagandha o Ginseng indiano, appartenente alla famiglia delle Solanaceae.
Si tratta di una pianta originaria dell’India, oggi diffusa anche in Asia orientale, Africa e nell’area del Mediterraneo (in particolare in Sicilia e Sardegna).

Parti utilizzate e principi attivi di Whitania somnifera

Della pianta vengono utilizzate principalmente le radici.

Più di 35 fitocomponenti sono stati estratti ed isolati da questa pianta. I principali sono rappresentati da lattoni steroidei (withanolidi), alcaloidi, flavonoidi, alcuni aminoacidi e ferro.

Proprietà medicamentose della Withania e indicazioni d’uso

La Withania è conosciuta da più di 3000 anni nella medicina ayurvedica e utilizzata come tonico e adattogeno.
Numerosi studi effettuati negli animali e nell’uomo hanno evidenziato che l’Ashwagandha possiede proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, immunomodulanti, antistress, antiasteniche e antitumorali. Pare che possa influenzare positivamente il sistema nervoso centrale, endocrino e cardiopolmonare.

All’interno dell’organismo può svolgere diverse attività tra cui quella:

  • analgesica e antinfiammatoria, senza essere gastrolesiva, efficace nei casi di artrite e altre condizioni dolorose muscolo-scheletriche
  • immunostimolante, adatta soprattutto per contrastare la leucopenia indotta da chemio e radioterapia
  • antistress, nootropa, utile per migliorare le abilità cognitive.

Withania somnifera e disfunzione cognitiva canina

La disfunzione cognitiva è una patologia studiata e riconosciuta in molti mammiferi: nell’uomo la malattia è universalmente conosciuta come malattia di Alzheimer e presenta numerose analogie con la disfunzione cognitiva canina (CCD, Canine Cognitive Dysfunction), tanto che molti autori considerano il cane come un valido modello per lo studio della patogenesi e delle possibili terapie della malattia umana.

La CCD è una patologia neurodegenerativa senile caratterizzata da alterazioni progressivamente ingravescenti a carico del cervello che causano un’ampia gamma di sintomi clinici. Cambiamenti nel ritmo sonno-veglia, disorientamento, perdita della memoria, perdita dei comportamenti appresi. Ma anche eliminazione inappropriata, vocalizzazioni, alterazioni dell’appetito, ansia e alterazioni nei rapporti sociali. 

Nell’insorgenza e nella patogenesi della malattia un ruolo determinante è giocato dallo stress ossidativo.
L’organismo è naturalmente protetto dal danno ossidativo per mezzo di alcuni enzimi antiossidanti endogeni. Quando però, a causa di processi infiammatori, di malattie o di invecchiamento cellulare, viene meno l’equilibrio tra composti pro-ossidanti e anti-ossidanti, si verifica un danno ossidativo in particolare a carico dei mitocondri, la cui funzionalità viene compromessa.
Alla riduzione della quantità di energia prodotta dai mitocondri si affianca l’aumento dei radicali liberi rilasciati e si instaura un circolo vizioso per cui ad un calo dell’efficienza segue un ulteriore danno ossidativo.
Conseguentemente l’organismo risponde con l’aumento della produzione di Beta Amiloide, una proteina con una spiccata attività antiossidante che però, a causa della sua aggregazione nel sistema nervoso, diviene uno dei più importanti fattori legati all’invecchiamento patologico dell’encefalo.
La Beta Amiloide, dopo essersi accumulata a formare aggregati nel parenchima nervoso e nelle pareti dei vasi sanguigni, diventa un composto neurotossico che induce l’apoptosi cellulare. Particolarmente rilevante a carico dei neuroni dell’ippocampo e della corteccia parietale, con conseguente atrofia.

Non esiste un trattamento completamente risolutivo per questa patologia, ma possono essere messe in atto delle misure per rallentarne la progressione. Queste comprendono una dieta specifica ricca di antiossidanti, la stimolazione mentale per tenere allenate le funzioni cognitive e le terapie farmacologiche tradizionali.

Tra i rimedi vegetali che si possono utilizzare in corso di CCD la Withania è di grande beneficio grazie alle sue proprietà di potenziamento della memoria e delle funzioni cognitive, dimostrate scientificamente sia nell’uomo che negli animali.
Inoltre, la comprovata attività antiossidante dell’estratto di questo pianta contribuisce notevolmente a contrastare lo stress ossidativo e la tossicità indotta dal peptide Beta Amiloide.

Uno studio scientifico pubblicato nel 2016 sul Journal of Nutritional Science ha dimostrato come un estratto di Withania somnifera sia stato in grado, in vitro, di proteggere una linea cellulare di neuroblastoma umano dal danno indotto dal peptide Beta Amiloide in varie prove di sopravvivenza cellulare. E di ridurre significativamente la produzione di specie reattive dell’ossigeno.

In recenti studi scientifici eseguiti su modelli murini di Alzheimer e sclerosi laterale amiotrofica l’estratto di Withania si è dimostrato anche in grado di far regredire la patologia cerebrale.

Controindicazioni ed effetti collaterali

La Withania è una pianta medicinale relativamente sicura se utilizzata in dose appropriata.
Sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea si possono manifestare in caso di sovradosaggio.

Può interferire con l’assunzione di farmaci sedativi, ansiolitici.  In particolare tende a potenziare gli effetti dei barbiturici.

In conclusione

La Withania è una pianta utile in molteplici situazioni: in caso di dolore per la sua azione antinfiammatoria. In caso di leucopenia chemio/radio indotta per la sua azione immunostimolante. Come tonico e adattogeno in caso di stress cronico ecc.

In particolare, risulta essere di grande beneficio per supportare le funzioni cognitive dell’animale e, grazie alla sua azione antiossidante, è indicata in corso di disfunzione cognitiva per contrastare il danno ossidativo e la perdita neuronale.

Bibliografia

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  • Singh M, Ramassamy C, “In vitro screening of neuroprotective activity of Indian medicinal plant Withania somnifera”, in Journal of Nutritional Science, 2017
  • Wynn, Fougère, Veterinary Herbal Medicine, 2007

Articolo della dott.ssa Morena Cena, DMV

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